Laboratori narrativi

Che cosa sono: iniziativa dedicata alle donne, poiché tra i caregiver esiste una grande differenza di genere: il 70% circa dei caregiver è formato da donne, per diverse ragioni. In primo luogo, il ruolo della donna è da sempre socialmente attribuito alla gestione della casa e della cura dei propri familiari in quanto considerata maggiormente propensa alle relazioni e alle attività di cura rispetto alla figura maschile. Questo tipo di pregiudizio si tramanda di generazione in generazione e influenza ogni componente della famiglia e, se un membro del nucleo familiare si ammala di demenza, sarà con più probabilità un componente di sesso femminile a farsi carico delle sue esigenze. Statisticamente si osserva infatti che gli individui di sesso maschile tendono con più facilità a delegare le mansioni di cura.

 

La condizione di caregiver è associata ad una salute più fragile in riferimento alla norma per età in quanto le condizioni di perenne apprensione per il familiare malato nonché la fatica fisica del lavoro di cura (spesso causata dal dover sollevare la persona con demenza, lavarla e vestirla) sottopone l’organismo ad uno stress che tende a cronicizzarsi. A queste condizioni di minor salute si aggiungono i temi tipici della medicina di genere che considera i cambiamenti peculiari del corpo femminile in ogni fase di vita. In particolare le caregiver si trovano in una fascia d’età compresa tra i 45 e i 75 anni d’età, fase in cui si presenta il fenomeno della menopausa e post-menopausa, con effetti  che si riflettono sulla salute in generale.

 

L’idea di un laboratorio narrativo prende le mosse dalla ‘medicina narrativa’, un approccio che fa riferimento alla narrazione della storia personale dell’individuo considerando il suo particolare punto di vista. Questa metodologia permette di assegnare ad ogni evento della vita della persona un significato specifico e, narrandola ad altri, è possibile cogliere diversi visioni e modi di osservare la realtà che possono arricchire la trama iniziale.

 

Abbiamo introdotto diverse attività per aiutare le partecipanti a narrare la propria storia di vita: sono stati utilizzati i mezzi della recitazione, della lettura di stralci di libri e articoli, attività di focus group, brain storming giochi di ruolo. Ogni laboratorio narrativo è gestito da una psicologa che media la comunicazione tra le partecipanti, promuove la psico-educazione sui diversi temi della cura e della medicina di genere creando un dibattito costruttivo. Ogni incontro si conclude con una condivisione da parte delle partecipanti rispetto alle tematiche affrontate, alla loro utilità e alle emozioni da esse evocate. Gli incontri si tengono con cadenza settimanale per i primi tre mesi mentre in seguito vengono effettuati mensilmente al fine di mantenere la coesione di gruppo e il contatto con le caregiver che, al bisogno, possono usufruire di un percorso di supporto psicologico.

 

Se necessario, il laboratorio narrativo può svolgersi su piattaforma online Zoom.

 

Come accedere: telefonando alla segreteria di ARAD, 051 465050, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00. I laboratori sono gratuiti per i soci.

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ARAD cerca di aiutare sia le persone con demenza sia i loro caregiver ed ogni servizio viene erogato in forma completamente gratuita. ARAD può operare grazie alla collaborazione di tanti AMICI che credono nell’utilità del suo intervento a favore delle persone con Demenza.

 

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